Credi in Dio, ma lega il cammello!

Una sera un maestro ed il suo discepolo giunsero ad una locanda per riposarsi. Il maestro affidò al discepolo il compito di occuparsi dei cammelli su cui viaggiavano, mentre lui si sarebbe occupato delle stanze e dei bagagli. Il discepolo dopo aver dato da mangiare alle bestie, stanco per il lungo viaggio, non legò i cammelli e pregò Dio affinché li custodisse e vi badasse. Il giorno dopo al loro risveglio i cammelli non c’erano più.

Il maestro allora con tono di rimprovero chiese al discepolo perché non avesse legato i cammelli e questi si giustificò incolpando Dio, sostenendo che Lui aveva voluto così, che lo aveva pregato di pensarci Lui e che così aveva seguito i suoi insegnamenti confidando nel Signore e nella Divina Provvidenza.
Allora il maestro rimproverò aspramente il discepolo ricordandogli che quelli non erano i suoi insegnamenti, che Dio operava con le mani dell’uomo e che affidarsi a Dio significava accettare la Sua volontà, ricordandogli tuttavia che sì tutto viene dal Signore, ma che bisogna anche lavorare come se tutto dipendesse da noi. Pur legando il cammello non si può impedire che un ladro passi di notte e se lo porti, noi siamo creature non onnipotenti, non possiamo controllare tutte le incognite della vita, non tutto dipende da noi, siamo esseri finiti e che sbagliano. Ma la nostra pigrizia, il nostro renderci conto della nostra limitatezza non ci devono indurre ad essere incoscienti, a non occuparci di ciò che ricade come nostra responsabilità.
Quindi confida in Dio, ma lega il cammello!

Questa storiella insegna sia che noi siamo operatori della volontà di Dio, Madre Teresa si definiva “una matita nelle Sue mani”, però rivela anche due errori che si commettono:

  • Credere che tutto dipenda da noi
  • Non occuparsi di quel che servirebbe perché tanto ci pensa Dio

Ogni azione/scelta che compiamo ha questa duplice natura. Per esempio una madre che deve vestire il figlio per uscire può essere iper-apprensiva e vestirlo eccessivamente pesante, di contro potrebbe non curarsene e farlo uscire a maniche corte e pantaloncini quando nevica. Anche una gita in montagna potrebbe rivelare il medesimo problema, ci potrebbe essere una persona che vuole portare perfino uno spray anti-orso (anche se lì non ce ne sono) ed un’altra che non porta in macchina nemmeno le catene a Dicembre.

Forse l’Occidente cade nell’errore del credere che tutto dipenda dall’uomo, che per affrontare anche un progetto di coppia bisogna avere tante sicurezze, forse anche fin troppe, che in realtà non ci potranno mai essere. E questo preoccuparsi troppo, fa sorgere in altri il problema opposto: il non preoccuparsi per niente. Alcuni arrivano perfino a rimproverare gli altri che si preoccupano della situazione lavorativa e della casa prima di sposarsi. In realtà queste preoccupazioni rientrano nel “legare il cammello” per chi intraprende questo progetto. Però c’è un modo sano di preoccuparsi ed occuparsi di queste cose ed uno insano dove si vogliono “sicurezze” ed “agi” al di là di quel che sarebbe fattibile ed anche necessario. Questo dipende dal nostro modo di vedere le cose. Alcuni magari possono sentirsi poveri se non si possono permettere l’iphone, ma in realtà quella non è povertà. Allo stesso modo si può credere che per sposarsi bisogna avere 25000€ e più, una casa di proprietà con marmi e televisore da 50″, mentre in realtà queste cose non sono necessarie e si può iniziare un progetto di vita insieme con molto meno.

Non è mai stato facile capire quando si è giustamente prudenti e quando invece si pecca nel far affidamento esclusivamente in se stessi e non in Dio. Basta una difficoltà che non potevamo controllare, un evento naturale e ci smarriamo, perdiamo la bussola, mentre la perdiamo nel momento in cui facciamo dipendere da noi tutto, compreso le nostre sicurezze.

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