Identikit del complottista

Nella società odierna si sta facendo molta attenzione a fenomeni come bufale, complotti, cospirazioni, … sia per la viralità con cui le notizie si diffondono e sia perché hanno il potere di influenzare scelte economiche e politiche.

Questi fenomeni hanno origine da bias cognitivi, da paure e da una sorta di opposizione al cambiamento. Per certi aspetti gli uomini seguono una “legge” simile al primo principio della dinamica e tendono a mantenere il proprio stato, opponendosi inizialmente alla novità.
Questa opposizione può assumere diverse forme: irrigidimento nelle proprie posizioni tradizionali, cospirazioni di forze malvagie, chiusura a ciò che è “estraneo”, …

E quindi via libera alla ribellione contro l’autorità, che sta facendo cadere la collettività nell’errore, portandola alla rovina.
Queste notizie ci coinvolgono emotivamente perché ci scandalizzano o confermano i nostri sospetti, sospetti che, se non avessimo le prove fornite dalle fake news, magari non esporremmo nemmeno, timorosi del biasimo di tutti gli altri. E così il vincitore di Sanremo viene messo al centro di un complotto di giornalisti radical chic che vogliono fare del “razzismo al contrario”, nel senso che vogliono far passare per non razzista il popolo italiano favorendo un “egiziano” che canta in arabo e operando una scelta discriminatoria in questo modo in base ad un fattore razziale.

“Si favorisce lo straniero anziché l’italiano” … “Prima gli italiani e poi tutti gli altri” … “I musulmani ci stanno invadendo e presto avremo la sharia a casa nostra” … “Le donne tutte coperte mi creano disagio e fanno venir voglia a me maschio di coprirmi” …

Mahmood è italiano, si sente italiano, ma è una novità per molti come italiano e ne hanno paura.

Questa società che si avvia alla multietnicità e multiculturalità possiamo affermare che terrorizza ed allora quel partito, quell’ideologia politica che si dimostra tollerante al
fenomeno dell’immigrazione/invasione o a dare dei segnali di inclusività di questi immigranti (Ius soli, Ius culturae) diventano il nemico. La sinistra che appoggia questa politica è comunista, quindi sono in atto complotti marxisti atei che vogliono distruggere la nostra identità ed i nostri valori morali. I giornalisti radical chic comunisti che hanno fatto vincere Mahmood sono parte di un complotto marxista per far passare il “musulmano” buono e bello e noi non razzisti.

Nel mondo cattolico, soprattutto quello più tradizionalista, vi sono queste teorie complottiste che vedono i marxisti far precipitare la Chiesa nel baratro per mezzo del clero cattocomunista progressista. Anzi hanno nelle loro file anche altri “nemici”:
femministe, animalisti e da poco anche ecologisti (in seguito all’ecocidio definito da papa Francesco). Sono tutti marxisti mascherati che corrompono la società, la quale così si allontana sempre più da Dio.

Ma anche l’autorità scientifica è sotto accusa, molte bufale sono no-vax. I risultati di una ricerca scientifica pubblicati sul Lancet riguardanti la classificazione delle droghe, che vede l’alcol al 5o posto, mentre la cannabis al 12o, sono opera di un complotto delle lobby di cannabis.
Quando le affermazioni dell’autorità del settore non coincidono con le nostre convinzioni, il complotto segreto risolve questa discrepanza.

Ma quali fattori sostengono le teorie cospirazioniste?
I fattori sono 3:

  1. fattori epistemici
  2. fattori esistenziali
  3. fattori sociologici

I fattori epistemici sono legati al desiderio di conoscere, quando l’uomo non conosce, tende a generalizzare. In psicologia sociale e cognitiva, l’euristica è una scorciatoia di pensiero, un modo più semplice ed immediato di elaborare le informazioni esterne per
formulare un giudizio, ricavare inferenze dal contesto, attribuire significati, interpretare situazioni e prendere decisioni a fronte di problemi complessi. Facendo un paragone informatico un algoritmo euristico dà un risultato più immediato ma meno preciso di un algoritmo esaustivo che elabora invece tutte le possibili soluzioni ed informazioni. Insomma se stai precipitando da un aereo ed hai una manciata di secondi, non ti metti ad elaborare tutte le informazioni sull’assetto di volo, in base a pochi elementi fai una scelta. Le euristiche sono sostanzialmente un modo che abbiamo tutti di elaborare in maniera più immediata una mole enorme di informazioni e sono una buona cosa. I bias invece sono la loro controparte negativa e che tendono farci elaborare un pensiero errato. Per esempio, il bias di conferma ci spinge a far proprie solo le informazioni che confermano una nostra convinzione. Nel caso del complotto leggeremo solo articoli che confermano quanto supponiamo, le considerazioni di chi la pensa come noi, tralasciando le posizioni autorevoli che invece lo negano.

I fattori esistenziali fanno leva sul desiderio dell’uomo di sentirsi al sicuro. Un gruppo di individui che riesce ad accedere ad informazioni in possesso alle autorità ed in qualche modo occultate da esse o non comprese dalla massa, fa sentire degli eletti, accresce la
propria autostima.

I fattori sociali invece permettono di far parte di un gruppo e forniscono la cura a quell’isolamento dovuto anche all’essere messi da parte per le proprie posizioni.

Il dialogo di tipo oppositivo, nel tentativo di confutare le argomentazioni complottistiche, non sortirà alcun risultato, perché abbiamo visto che sono originate da bisogni profondi e secondo una logica che non segue le normali leggi di consequenzialità (“Non si sente parlare di questo fatto perché forze massoniche occultano tutto quello che lo riguarda o pagano per modificare i risultati di ricerche scientifiche per raggiungere i propri fini”).

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